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Capire la dipendenza emotiva: vicinanza, dipendenza affettiva e il bambino interiore


Immagine simbolica di dipendenza emotiva: bambino aggrappato alla gamba di un adulto.
Foto di Ron Lach / Pexels

Nella psicologia classica, la dipendenza emotiva è spesso diagnosticata come un disturbo di personalità dipendente. Questa diagnosi descrive persone che dipendono fortemente dalla conferma e vicinanza di altrə per provare un senso di sicurezza e autostima. I modelli di comportamento ricordano quelli di una dipendenza: così come una persona con una dipendenza da sostanze regola il proprio benessere attraverso la droga, una persona emotivamente dipendente trova il proprio equilibrio emotivo nella vicinanza e conferma deglə altrə [1].


Nella terapia Bodymind, adottiamo invece una prospettiva che considera la dipendenza emotiva più come una forma di dipendenza e meno come un disturbo di personalità. Questo approccio si basa sull’idea che la dipendenza emotiva assomigli ai modelli di attaccamento infantili, in cui unə bambinə ha bisogno della madre per sentirsi al sicuro. Questa dipendenza fondamentale da una figura di riferimento spesso rimane inconsapevolmente in età adulta e si manifesta come una sorta di "dipendenza da attaccamento", in cui il “bambinə interiore” proietta la "madre interiore" o il "padre interiore" nella relazione. Ciò accade frequentemente nelle relazioni romantiche, dove il/la partner diventa una fonte di “nutrimento” emotivo [2].


La ricerca scientifica supporta sempre più questa visione. Studi dimostrano che l’attaccamento emotivo attiva nel cervello gli stessi processi di ricompensa delle sostanze che creano dipendenza. La dopamina viene rilasciata ogni volta che si sperimenta vicinanza e conferma nella relazione, mentre la perdita o la distanza dalla persona amata può essere vissuta come una sorta di “astinenza”. Così, la dipendenza emotiva diventa un bisogno da soddisfare costantemente, simile a una dipendenza da sostanze [3].


Ricercatori come Stanton Peele e Howard Shaffer evidenziano che i modelli di comportamento della dipendenza emotiva presentano strutture simili alle dipendenze da sostanze. Descrivono come il costante bisogno di attenzione e ricerca di vicinanza portino a una perdita di controllo, rendendo la dipendenza emotiva paragonabile più a un comportamento di dipendenza che a un semplice problema di personalità. Questo fenomeno è evidente quando la dipendenza emotiva si manifesta in relazioni malsane che, nonostante dolori e conflitti, non possono essere interrotte – proprio come un comportamento di dipendenza, in cui si continua a “consumare” nonostante le conseguenze negative [4].


Questi modelli sono strettamente collegati a ciò che la ricerca sull'attaccamento chiama "dipendenza da attaccamento". Philip Flores, un esperto in questo campo, sostiene che le persone emotivamente dipendenti sperimentano un sentimento di astinenza simile quando manca la vicinanza alla figura di riferimento. Nella terapia Bodymind esploriamo questi meccanismi e incoraggiamo a sviluppare nuovi modi per costruire sicurezza emotiva e autostima in modo indipendente dalla conferma deglə altrə [5].


Considerando la dipendenza emotiva come una dipendenza vera e propria, l’obiettivo terapeutico diventa riconoscere questi modelli e promuovere confini sani e indipendenza emotiva. Si apprende così una nuova regolazione emotiva, affinché lə nostrə clientə non si stabilizzino più tramite una persona esterna, ma trovino nuovi modi per soddisfare i propri bisogni emotivi in modo autonomo e consapevole.


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Fonti


  1. Peele, S., & Brodsky, A. (1975). Love and Addiction. New American Library.

  2. Mellody, P., Wells, A., & Miller, J. K. (2003). Facing Love Addiction. HarperOne.

  3. Schore, A. N. (2003). Affect Dysregulation and Disorders of the Self. W. W. Norton & Company.

  4. Peele, S., & Brodsky, A. (1975). Love and Addiction. New American Library.

  5. Flores, P. J. (2004). Addiction as an Attachment Disorder. Jason Aronson.

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